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CYBORN L’alba di un mondo artificiale

Dal 3 settembre al 10 novembre 2020

Salone degli Incanti

CYBORN L’alba di un mondo artificiale

Nell’era dell’intelligenza artificiale e della robotica, è ancora possibile determinare dove finisce la natura e dove inizia la tecnologia? Possiamo tracciare una linea quando si tratta del nostro corpo, l’oggetto naturale che la tecnologia imita di più? Queste sono solo alcune delle domande che vengono esplorate in CYBORN L’alba di un mondo artificiale, la mostra ospitata dal Salone degli Incanti di Trieste durante il Science in the City Festival di ESOF2020 e promossa da Comune di Trieste e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienza (FIT).

L’itinerario di Cyborn racconta la storia del nostro rapporto con la tecnologia e le scoperte scientifiche, in particolare quelle che hanno cambiato la nostra vita quotidiana e quelle che ci aspettiamo cambieranno il nostro futuro. Dai raggi X, scoperti nel 1895, alla robotica più recente, con un focus particolare su quale ruolo gioca il corpo umano in questa storia.
In mostra i visitatori esploreranno questi temi attraverso installazioni interattive e immersive come una mano robotica, realizzata da IIT, che analizza e rispecchia i movimenti della mano dell’utente o un computer in grado di rilevare le espressioni facciali di una persona e replicarli in un contesto diverso. Anche lo spazio fisico stesso, il Salone degli Incanti, si trasforma in uno scenario artificiale con un effetto di luce proiettato creato dal duo artistico Quiet Ensemble.
La mostra è a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). L’allestimento è curato da Cameranebbia, gruppo artistico italiano che crea installazioni interattive altamente tecnologiche che usano la scienza per creare arte e l’arte per discutere di scienza.

Ingresso su prenotazione. Per prenotazioni cliccare qui